Quando conviene ristrutturare casa

Quando conviene ristrutturare casa: ecco i segnali da cogliere

Non è facile capire quando conviene ristrutturare casa e in che misura. Ristrutturare casa è un impegno non da poco, sia in termini di spesa che in termini di impegno, di dispendio di energie mentali. Insomma, è un bello stress. Non stupisce quindi che i proprietari di casi si riservino del tempo, prima di compiere una scelta. 

 

 

Ecco, quindi, che emerge una domanda: quando conviene ristrutturare casa? Le tempistiche sono importanti non per una questione puramente economica (d’altronde la spesa per gli interventi non cambia nemmeno da un anno all’altro), quanto per una questione di opportunità, che significa capire, in buona sostanza, se è il caso o meno di procedere con una ristrutturazione e in che misura. 

Nell’articolo che segue offriamo informazioni e consigli in merito, elencando i segnali che indicano quando conviene ristrutturare casa e con quali interventi. 

 

Ristrutturazione casa: i segnali da cogliere

In genere, i proprietari di casa non se ne intendono molto di edilizia, che è una materia in realtà abbastanza complicata. Ciò non significa, però, che non siano in grado di comprendere quando conviene ristrutturare casa, quando è ora di intervenire sull’esistente in maniera massiccia o meno. A tal proposito, vanno menzionati tre segnali che dovrebbero spingere i proprietari di casa a muoversi, ovvero a pensare a una ristrutturazione. 

La questione dell’esperienza abitativa. Questo aspetto non dovrebbe essere preso sottogamba. Certo, c’è chi vive l’abitazione in maniera per così dire “profonda”, magari perché in casa ci passa la maggior parte del tempo, mentre c’è solo chi ritorna a casa da sera e in fondo la frequenta poco. A prescindere da questi due approcci, la qualità dell’esperienza abitativa incide sulla qualità della vita in generale, essendo la casa come minimo il luogo del relax. 

Ecco quindi che uno dei segnali che indicano la necessità di ristrutturare casa riguarda proprio l’esperienza abitativa. Se la si avverte come meno confortevole di un tempo, è probabile che ci sia qualcosa da modificare. Un esempio banalissimo: l’aumento dell’umidità tra le mura domestiche. Una evenienza molto scomoda, ma che può essere risolta, appunto, agendo sull’esistente. 

La spesa energetica. Certo, in larga misura, quando si nota un aumento della bolletta, la causa sta nelle condizioni del fornitore, che aumenta i costi. Può capitare, però, che nel corso degli anni sia più difficile garantire allo spazio abitativo le più idonee condizioni di temperatura e umidità. Molto spesso, ciò è dovuto a un deterioramente dell’esistente, per cui si rendono necessari degli interventi. Una tale conclusione può essere raggiunta anche a seguito di un confronto con la spesa energetica delle nuove abitazioni, che spesso emerge durante conversazioni con parenti e amici. 

 

 

La riduzione del valore. Questo è un aspetto fondamentale ma spesso trascurato. Un immobile non solo vecchio, ma anche non ristrutturato produce una diminuzione consistente del valore. Si può arrivare anche alle decine di migliaia di euro. Il problema è che spesso e volentieri il proprietario non se ne accorge, proprio perché non ha occasione di verificare, ovviamente con un tecnico, il prezzo di mercato della sua abitazione. Il rischio di cadere dalle nuvole è alto. Cosa fare in questi casi? Se l’obiettivo è vendere, può sembrare paradossale, è bene ristrutturare in modo da produrre un recupero del valore. Certo va fatta un’analisi costi benefici, ma nella maggior parte dei casi questa dà ragione all’ipotesi ristrutturazione.

 

La lista degli interventi necessari

Una volta risposto alla domanda “quando conviene ristrutturare casa” è bene rispondere al suo corollario: “quali interventi realizzare”? Fondamentale, per non disperdere energie e risorse, è stilare una lista di priorità. Certo, ogni abitazione è un caso a sé stante, ma è indubbio che alcuni interventi siano considerati più necessari di altri, e quindi vengano richiesti più di frequente. Ecco una breve panoramica su questo tipo di interventi. 

Tinteggiatura. In linea teorica, per quanto è leggero, non si potrebbe nemmeno chiamare intervento di ristrutturazione, se mai di manutenzione ordinaria. Eppure è in grado di cambiare il volto di un’abitazione, e incidere in maniera significativa sull’elemento economico (elaborazione di un canone di locazione e, in misura minore, prezzo di vendita).

Sostituzione degli infissi. Questo è un intervento più importante di quanto si possa pensare. La questione non è solo estetica ma anche economica. Sostituire i vecchi infissi in alluminio con quelli più moderni in PVC, magari a triplo vetro, vuol dire ridurre la dispersione termica e condizionare gli ambienti a un costo inferiore. Insomma, determina un certo risparmio in bolletta ed è responsabile di un aumento della classe energetica, che a sua volta incide sul valore dell’abitazione.

Sostituzione rivestimenti. Tra gli interventi, è quello che consente un maggiore ammodernamento dal punto di vista estetico. Per inciso, con il termine rivestimenti si indicano sia i pavimenti sia i rivestimenti murari. Ad ogni modo, pur essendo mediamente costosi, vanno realizzati, soprattutto se quelli esistenti determinano un aspetto retrò o sono addirittura lesionati.

 

Quanto denaro serve per ristrutturare casa

In realtà, si parla quasi sempre di qualche migliaia di euro (pochi a dire il vero) per gli interventi sopra citati. Tra questi, a costare di più, come anticipato nel paragrafo precedente, è proprio la sostituzione dei rivestimenti, mentre per la tinteggiatura in genere ci si posiziona abbondantemente sotto i 1.000 euro. 

Ad ogni modo, specie se si opta per una ristrutturazione più corposa, che prevede anche interventi sulle strutture (es. tetto) e sulla planimetria, è possibile accedere a delle corpose agevolazioni fiscali che consentono, attraverso un meccanismo di detrazione IRPEF, di recuperare il 50% della spesa. Tale aliquota raggiunge il 65% se gli interventi producono una modifica della classe energetica (vedi ecobonus) e persino l’85% se i lavori producono una messa in sicurezza dal punto di vista sismico.

 

 

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