Ristrutturare casa senza progetto

Ristrutturare casa senza progetto: quando si può fare

Ristrutturare casa senza progetto è il desiderio di molti, anzi di quasi tutti, ovviamente quando questo non impatta sulla qualità e sul livello di sicurezza.

 

 

L’obbligatorietà del progetto, infatti, rallenta i lavori da un lato, e fa lievitare i costi dall’altro. Anche perché il progetto va redatto da un professionisti, e i professionisti costano.

La buona notizia è che una fetta molto importante dei lavori che in genere si realizzano nell’ambito di una ristrutturazione non richiedono alcun progetto, quindi possono essere realizzati in economia e con relativa semplicità. Ristrutturare casa senza progetto è una eventualità tutt’altro che rara. Ne parleremo nei prossimi paragrafi.

 

Il concetto di edilizia libera

Per capire cosa si intende per “ristrutturare senza progetto” è necessario esplorare il concetto di edilizia libera.

L’edilizia libera è un concetto introdotto ufficialmente nell’ordinamento italiano solo pochi anni fa. Indica tutti quegli interventi che possono essere realizzati senza permesso. Ora, permesso e progetto sono legati a doppio filo, in quanto non può esserci progetto senza permesso, e il progetto è obbligatorio solo se c’è l’obbligo del permesso.

Il concetto di edilizia libera è stato introdotto per dare stimolo al settore edilizio, ovvero per spingere i privati, di norma intimoriti da costi elevati e tempi biblici, a ristrutturare casa, se ne avvertono la necessità. L’obbligo di richiedere un permesso, e quindi di redigere un progetto, infatti ha in passato disincentivato i privati a commissionati interventi sulle proprie abitazioni.

Quali interventi rientrano nella categoria dell’edilizia libera? In buona sostanza, tutti gli interventi che non determinano modifiche ai dati presenti in catasto o riportati nella visura. Un intervento, per essere considerato appartenente alla categoria dell’edilizia libera, quindi, non deve modificare

  • Planimetria. Ovviamente, la planimetria è presente in catasto. E’ nota anche come mappa catastale. Essa è una riproduzione in due dimensioni dell’edificio, in scala e abbastanza accurata (per esempio, riporta l’esatta posizioni dei serramenti e le sue dimensioni).
  • Elementi strutturali. Fanno parte della categoria il tetto, i pilastri, le mura portanti e persino gli impianti.
  • Volumetria. Qualsiasi aumento o decremento volumetrico incide sui dati presenti in catasto.
  • Destinazione d’uso. Anche questo, infatti, è un dato che viene riportato nella documentazione, in quanto fondamentale per le conseguenze normative che genera e per il calcolo delle tasse di proprietà.

 

Gli interventi di ristrutturazione senza progetto

Dunque, ristrutturare senza progetto è possibile quando gli interventi non modificano planimetria, elementi strutturali, volumetria e destinazione d’uso. Una definizione, questa, esaustiva ma forse non chiarissima per i profani. Il committente medio potrebbe non intuire, almeno non nell’immediato, quando un intervento grava sulla planimetria, sulla struttura etc. E’ bene, quindi, elencare alcuni di questi interventi e nello specifico quelli richiesti più di frequente.

La sostituzione dei rivestimenti

I rivestimenti non compaiono nei documenti presenti in catasto. Dal punto di vista documentale, dunque, sono totalmente ininfluenti, come sono ininfluenti le finiture. Il riferimento, ovviamente, è ai pavimenti e ai rivestimenti murari. Dunque, se pensate di sostituire la pavimentazione o le classiche mattonelle del bagno, sappiate che potete farlo in maniera totalmente libera, senza dover richiedere un permesso o far redigere un progetto.

Questa, ovviamente, è una bella notizia. Anche perché la sostituzione dei rivestimenti è forse l’intervento più richiesto, anche perché è quello che più degli altri è capace di modificare l’impatto estetico di un immobile.

La sostituzione dei serramenti

Stesso discorso per la sostituzione dei serramenti o, più banalmente, delle porte e delle finestre. Anche questo è spesso percepito come un intervento fondamentale. In effetti, lo è. In primis, dal punto di vista estetico, visto il ruolo che i serramenti giocano lato design. Secondariamente, dal punto di vista energetico. Cambiare porte e finestre, ovviamente optando per modelli performanti, consente di aumentare la classe dell’edificio. Ciò aumenta in primis il valore dell’immobile, e in secundis determina un risparmio non indifferente in bolletta.

Quando si cambiano i serramenti non è necessario né il progetto né il permesso. A meno che non si opti per porte e finestre più grandi, di fatto modificando la planimetria. In quel caso, ma solo in quel caso, è necessario la CILA, con in allegato progetto e relazione tecnica.

Il rifacimento degli impianti

In teoria, il rifacimento degli impianti richiede un permesso e la redazione del progetto. D’altronde gli impianti, siano essi idraulici o elettrici, sono da considerare elementi strutturali a tutti gli effetti. Nella pratica la questione è diversa… E più favorevole. Infatti, il rifacimento degli impianti non fa parte dell’edilizia libera solo quando l’intervento modifica il disegno originale.

Ciò, a ben vedere, non accade spesso. Nella stragrande maggioranza dei casi vi è la semplice necessità di portare gli impianti a un livello di efficienza elevato, o di ripristinarlo se sono usurati. In altri, la modifica del disegno è necessario, per esempio quando si crea un nuovo bagno.

Il rifacimento della copertura

Il tetto è un elemento strutturale, per giunta uno dei più importanti. Dalle caratteristiche del tetto dipende in misura non trascurabile il grado di sicurezza dell’abitazione. Senza contare i risvolti dal punto di vista energetico. Tuttavia, se l’intervento sul tetto si limita alla semplice sostituzione della copertura, magari della guaina, esso fa parte della categoria edilizia libera, dunque non vi è alcuna necessità di progetti e permessi.

Certo, se l’intervento modifica anche la struttura del tetto, e magari si pone l’obiettivo di crearne uno ventilato (tra l’altro, si tratta di un ottima scelta) il progetto è assolutamente necessario, così come il permesso (la SCILA).

La tinteggiatura

Nell’immaginario collettivo, tinteggiare la casa, o passargli la classica mano di bianco è considerato “ristrutturare”. Anzi, è percepito come un intervento essenziale in quanto ringiovanisce l’abitazione, magari coprendo contestualmente le macchie di umidità. Tuttavia, per quanto possa essere considerato importante, non si può associare al concetto di tinteggiatura quello di ristrutturazione.

Per tanto, non è proprio in discussione l’eventualità di dover presentare un progetto. Sarebbe completamente assurdo. Dunque, se avete bisogno di ravvivare la vostra abitazione, fatelo senza timore di dover perdere tempo in questioni burocratiche.

 

 

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