arredare casa

Quanto costa arredare casa

Arredare casa è in genere l’ultimo passo prima di intraprendere, finalmente, l’esperienza abitativa nella propria casa dei sogni. In alcuni casi è invece la fase conclusiva di un percorso di ristrutturazione in grado di rivoluzionare un’abitazione già esistente. A prescindere dalle situazioni, comunque, arredare casa implica un impegno non indifferente, soprattutto in termini economici.

 

 

In questo articolo offriremo una panoramica sulle spese per arredare e offriamo qualche consiglio sia per risparmiare sia per compiere delle scelte coerenti con le proprie esigenze.

 

Arredare casa: cosa prendere in considerazione

Scegliere l’arredamento è più difficile di quanto si possa pensare. Capita, infatti, di avere l’impressione di sapere cosa si sta cercando, per poi accorgersi, davanti a un catalogo o in uno showroom, di avere le idee alquanto confuse. Il segreto per arredare casa in modo facile, veloce e senza grossi patemi è agire con metodo. Ovvero, tenere bene a mente tre criteri.

La visione d’insieme. Per arredare casa bisogna maturare idee precise non tanto sui singoli mobili e sui singoli elementi di arredo, quanto sull’identità che si intende conferire all’abitazione. Questa deve essere elegante? Classica? Contemporanea? Minimal? Rustica? Ovviamente è il proprietario a dover rispondere. L’importante, però, che lo faccia prima di iniziare a valutare questo o quel mobile. 

La questione delle coerenza. E’ un criterio che spesso viene trascurato, magari a favore di un concetto astratto di bellezza o perché ci si fida dell’opinione di persone poco qualificate o del venditore stesso. Un arredamento, qualsiasi arredamento, per definirsi “decente” deve essere scelto in base al principio della coerenza, dunque deve rispondere a un criterio di omogeneità. Il rischio, se si opera altrimenti, e di riprodurre l’effetto “pugno in un occhio” e di accorgersene solo a frittata fatta!

La questione tempo. Anche questa esigenza viene trascurata. Quando si sta per affrontare una scelta complessa come quella dell’arredamento è assolutamente necessario dedicare… Tutto il tempo che ci vuole. Dunque bando alla fretta, sì alla riflessione, la quale spesso si concretizza nella visione di più cataloghi, in una raccolta abbondante di feedback e, per chi se lo può permettere, nella consulenza di esperti. 

 

La spesa per l’arredamento della casa

Ovviamente, c’è il fattore budget. Quanto costa arredare casa? Come tutti hanno sperimentato sulla propria pelle, si parla di migliaia e migliaia di euro. Certo, questa è un’indicazione veramente di massima, che non aiuta a comprendere lo sforzo necessario. Ma… E’ possibile proporre una panoramica che vada bene a tutte le situazioni? Una panoramica unica ovviamente è impossibile, anche perché l’offerta è così ricca e le esigenze così eterogenee da rendere davvero ostico individuare un punto di caduta.

E’ possibile, però, proporre tre panoramiche, se non di più, ognuna delle quali afferente a un diverso approccio. Possiamo definirli approccio conservativo-economico, approccio medio, approccio alto-spendente. Questi approcci sono il frutto di declinazioni complesse, che prendono in considerazioni elementi quali la qualità del mobilio, le dimensioni dell’immobile e le professionalità in gioco. 

Approccio conservativo economico. Questo prevede una spesa di 10.000-15.000. Esatto, è veramente difficile arredare casa (in modo decente almeno) con cifre inferiori. Chi utilizza questo approccio arreda in genere abitazioni medio-piccole, che vanno dai 60 ai 100 metri quadri. Può puntare sull’estetica, ma dovrà accontentarsi lato materiali. Dovrà, nella maggior parte dei casi, rinunciare anche alla domotica. In linea di massima, poi, non potrà usufruire del contributo di un interior design (che costa parecchio).

 

 

Approccio medio. Questo prevede una spesa pari a 15.000-20.000 euro, quindi si parla già di cifre molto importanti. Chi ha a disposizione questo budget si può permettere di arredare appartamenti medio-grandi, diciamo fino a 160 metri quadri. Nella maggior parte dei casi, potrà optare per immobili di buona fattura, sia dal punto di vista dei materiali che sotto il profilo estetico. Se opera scelte oculate, potrà persino rivolgersi a un interior design.

Approccio altospendente. Questo prevede una spesa sempre superiore a 20.000 euro. Si parla quindi di cifre rilevantissime, fuori dalla portata della maggior parte delle persone. Un tale approccio consente in primo luogo di fare riferimento a un interior designer qualificato, e in secondo luogo di scegliere un mobilio di assoluto pregio, persino di dimensione artistica. Può persino integrare sistemi di domotica e rendere l’esperienza abitativa iper-tecnologica e veramente agevole. 

 

Un’opportunità per risparmiare: il bonus mobili 2019

Come abbiamo visto, arredare casa vuol dire spendere molti basi, anche qualora si optasse per un approccio conservativo. Tuttavia, c’è una buona notizia: in alcuni casi è possibile recuperare parte della spesa. Come? Ovviamente, usufruendo del cosiddetto bonus mobili. Esso consiste nella possibilità di detrarre il 50% della spesa dalla propria IRPEF. Non si parla di una detrazione una tantum, bensì spalmata in dieci periodi di imposta.

Non è sempre possibile accedere al bonus mobili. In primo luogo, è necessario che all’acquisto dei mobili venga abbinato un intervento di ristrutturazione pesante. Secondariamente, l’agevolazione è impossibile per chi supera un tetto di spesa (per l’acquisto di mobili appunto) superiore a 10.000 euro. Infine, l’agevolazione è circoscritta all’acquisto di alcuni mobili. Entro questa definizione, va detto, si inseriscono anche gli elettrodomestici, purché di classe A+. La ratio della norma, che comunque viene rinnovata di anno in anno (è vissuta dal legislatore come emergenziale) è favorire l’acquisto di elettrodomestici a basso impatto energetico, in modo da diminuire le emissioni. 

Il consiglio, vista la complessità della materia, è di fare riferimento a un esperto, magari a un commercialista. Le pastoie burocratiche possono vanificare ogni buona intenzione e di fatto escludere gli aventi diritto dal beneficio. Fate attenzione anche alle questione della capienza: se ovviamente non pagate l’IRPEF, o ne pagate poca, gli effetti dell’agevolazione si annullano!

 

 

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