Ristrutturare casa senza architetto: quando è possibile farlo?

Ristrutturare casa senza architetto. Per alcuni è un obiettivo, anche perché consente di risparmiare cifre consistenti. Ma è sempre possibile faro? In questo articolo forniremo una risposta, offrendo una panoramica sul ruolo che l’architetto gioca nell’ambito delle ristrutturazioni, cercando di sgomberare il campo da pregiudizi e percezioni distorte. 

 

 

Architetto per ristrutturare casa: a cosa serve

Tra i vari ambiti in cui l’architetto opere spicca proprio quello delle ristrutturazioni, sebbene nell’immaginario collettivo il suo contributo sia legato esclusivamente (o quasi) alle attività di costruzione ex novo. In realtà, l’architetto gioca un ruolo fondamentale negli interventi di modifica, e per giunta in almeno tre casi. 

La progettazione. Spesso e volentieri gli interventi di ristrutturazione richiedono un progetto vero e proprio, oltre che l’elaborazione di una relazione tecnica. Da questo punto di vista, l’architetto è il professionista più adatto, sebbene spesso venga sostituito dal geometra o direttamente dall’ingegnere. L’elaborazione di un progetto è consigliata in alcuni casi (nei prossimo paragrafi vedremo quando) e assolutamente obbligatoria in altri.

La burocrazia. A primo acchito può sembrare strano, ma l’architetto è deputato anche all’espletamento delle pratiche per l’ottenimento dei permessi. In linea di massima, almeno in alcune fasi, il proprietario di caso potrebbe godere di ampia autonomia. Nella pratica, è sconsigliato che un “profano” faccia da solo, anche perché l’errore è dietro l’angolo, essendo la materia piuttosto complesso. Ecco che l’architetto, o genericamente il tecnico che ha realizzato il progetto, diventa l’intermediario perfetto tra contribuente e pubblica amministrazione.

Il design. L’architetto, però, ha un altro ruolo, più specificatamente artistico, oltre che tecnico. In particolare, può rappresentare un sostegno nel momento in cui si decide l’arredamento o si pensa alla gestione degli spazi. Il contributo dell’architetto, anche in questo caso, può incidere in maniera significativa sulla qualità dell’esperienza abitativa. 

Consulenza. Infine, va citata la consulenza in senso lato. Ovvero, l’attività di raccolta di pareri circa cosa fare e come farlo, dove intervenire e come intervenire. E’ raro infatti che un proprietario di casa abbia le idee chiare su ciò che serve fare, e quando ce le ha spesso sono sbagliate. Il motivo? Semplice: il proprietario di casa medio – in modo del tutto fisiologico – manca delle competenze necessarie a prendere decisioni qualificati, dall’elevato spessore tecnico. 

 

 

Quando è possibile ristrutturare casa senza architetto

Detto questo, è possibile veramente ristrutturare casa senza architetto? In realtà sì, almeno dal punto di vista legale. Tra le attività che abbiamo appena descritto, una sola è legata al concetto di obbligo, ovvero la progettazione. Ne consegue che un proprietario di casa può fare a meno dell’architetto… Quando può fare a meno del progetto. Ciò capita quando l’intervento è tecnicamente leggero, così leggero da non richiedere l’ottenimento di un permesso o titolo abilitativo che dir si voglia (la cui domanda contiene sempre il progetto).

In definitiva, è possibile rinunciare all’architetto, rimanendo dentro la legge, ogni qualvolta che l’intervento non impone il possesso di un titolo abilitativo

In realtà, la maggior parte degli interventi di ristrutturazione possono essere ascritti a questa categoria. In linea di massima, tutti gli interventi che coinvolgono le finiture ma non agiscono sui pilastri, sui muri portanti, sugli elementi strutturali, sulla volumetria.

Per esempio, è possibile fare a meno dell’architetto quando ci si “limita” a sostituire pavimenti, porte, finestre etc. Nell’immaginario collettivo sono considerati interventi pesanti, ma in realtà non richiedono né permessi né progetti, e di conseguenza nemmeno architetti o qualsiasi altro tecnico (ingegneri, geometri…). 

Ovviamente, ma a questo è di dominio comune, non serve l’architetto quando si tinteggia o si cambia l’intonaco. In genere, questa attività viene svolta dalle imprese edili (o dal singolo muratore) direttamente e senza passaggi intermedi. 

 

Perché l’architetto è importante in ogni caso

Il fatto che talvolta l’architetto non sia obbligatorio non vuol dire che si possa rinunciare a cuor leggero a questo professionista. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, il suo contributo, pur non essendo imposto dalla legge, impatta in maniera notevole sul risultato finale, ovviamente in meglio. 

Per esempio, l’architetto è la figura capace di valorizzare un’abitazione dal punto di vista estetico. Le sue competenze, infatti, vanno oltre la tecnica e si inseriscono a pieno titolo nel campo dell’estetica. Ciò pone in essere un vantaggio netto per chi si avvale dell’architetto per arredare casa o semplicemente per affrontare con cognizione di causa il tema degli spazi. Questo è vero soprattutto se l’architetto è anche un interior designer. 

L’architetto, inoltre, può agire più a monte, anzi proprio nelle fasi iniziali della ristrutturazione, pur senza partecipare alla redazione del progetto. Il riferimento è alla fase (cruciale) della scelta degli interventi, che a sua volta è frutto di un percorso di analisi dell’esistente e di verifica delle esigenze dei residenti. 

L’architetto, in realtà, può anche fungere da sostegno al proprietario di casa ogni qual volte questi si deve interfacciare con realtà (almeno sulla carta) molto complesse. Il riferimento è alla gestione del rapporto con l’impresa edile, sempre delicato; e a quello ben più tortuoso, con la burocrazia e in genere la pubblica amministrazione.

Insomma l’architetto è una figura molto particolare, che può giocare un ruolo determinare non solo in fase di progettazione ma in merito a tutto ciò che, a vario titolo, può ottimizzare risultati, tempi e costi. E’ l’unico professionista capace di esprimere allo stesso tempo un sapere tecnico e un sapere estetico, vero testimone della necessità di integrare l’elemento funzionale con l’elemento puramente visivo. Da questo punto di vista, il contributo dell’architetto è più ricco sia rispetto al geometra ma anche rispetto all’ingegnere. 

 

 

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