Ristrutturare casa a poco prezzo

Ristrutturare casa a poco prezzo: il segreto per risparmiare subito il 65%

Ristrutturare casa a poco prezzo è il sogno di tutti, soprattutto di chi vive in appartamenti che vantano ormai qualche decennio di vita e dunque, giocoforza, richiedono qualche ritocco. D’altronde, l’argomento ristrutturazione fa spesso paura in quanto prevede un certo esborso economico, per alcuni un po’ pesante.

 

 

Tuttavia, anche nella fattispecie degli interventi edilizi si apprezzano occasioni di risparmio. In breve, a determinate condizioni, è possibile portare l’attività di ristrutturazione a un livello caratterizzato da maggiore sostenibilità. Per giunta, senza che questo incida in maniera negativa sulla qualità del risultato finale.

Ne parliamo in questo articolo, presentando anche un metodo che consente nell’immediato un abbattimento del 65% della spesa per ristrutturare casa.

 

Ristrutturazione casa: consigli generali per risparmiare

Senza scomodare, per ora, questo “metodo infallibile ed efficace”, possiamo presentare alcune tecniche di buon senso per addivenire a un risparmio, certo non sempre clamoroso, ma che comunque fa comodo. Queste tecniche ruotano attorno al concetto di preventivo. Esatto, è il preventivo l’arma migliore, tra le poche a disposizione del committente.

Confrontando i preventivi di più imprese è possibile in primis contestualizzare le cifre, e capire quando si è sottoposti a una spesa eccessiva. Secondariamente, è possibile individuare una soluzione dal buon rapporto qualità-prezzo.

Certo, adottare questo metodo vuol dire dedicare tempo alla fase di ricerca e valutazione, ma è uno sforzo che va compiuto, che porta sempre a dei risultati. In media, è possibile risparmiare il 15-20% semplicemente utilizzando in maniera intelligente i preventivi.

Il consiglio, per velocizzare questa fase (comunque faticosa) è di fare riferimento a quei portali che mettono a disposizione dei preventivi, pronti per essere analizzati. Alcuni, tra l’altro, fungono da ottimo punto di contatto tra domanda e offerta (come ad esempio Ristrutturare-casa.org). 

 

La novità della cessione del credito all’impresa edile

E arriviamo al metodo più efficace in assoluto. Certamente avrete intuito qualcosa leggendo il titolo di questo paragrafo. Ad ogni modo, è un metodo che consente di risparmiare in maniera garantita il 65% della spesa. Come? Semplice, combinando due dispositivi legislativi: l’agevolazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie e la cessione del credito all’impresa edile.

L’agevolazione consiste in una detrazione IRPEF. Questa è una possibilità che a dire il vero coinvolge molti interventi, ma nella maniera più varia. Se gli interventi fanno parte della categoria ristrutturazione edilizia pura e semplice (attenzione, non manutenzione) è possibile detrarre dall’IRPEF il 50% della spesa.

Se gli interventi sono finalizzati al risparmio energetico, la porzione di spesa detraibile è pari al 65%. E’ invece pari al 75%-85% se gli interventi sono finalizzati alla riqualificazione antisismica (dipende da quante classi si aggiungono e dalla natura dell’immobile, indipendente o inserita in un condominio). Per le facciate condominiali, addirittura, è prevista una detrazione del 90%.

La detrazione, comunque, va spalmata in dieci periodi di imposta. In buona sostanza, occorre dividere la parte detraibile in dieci quote, e applicarne una per ogni dichiarazione dei redditi.

La cessione del credito consiste invece nella possibilità di cedere il credito maturato con le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie. La cessione si verifica nei confronti dell’impresa edile, la quale applica uno sconto istantaneo. Tuttavia, questa opportunità è vincolata da alcune condizioni.

In primo luogo, è a disposizione solo di chi realizza interventi finalizzati alla riqualificazione energetica. In secondo luogo, l’impresa è libera di non accettare. Insomma, è una possibilità, e in quanto tale facoltativa.

Ora, il legislatore da pochi mesi a questa parte permette di abbinare questi due dispositivi, ovvero consente la cessione del credito all’impresa, se questa è d’accordo, e se gli interventi sono finalizzati alla riqualificazione energetica dell’immobile.

Ciò significa risparmiare istantaneamente il 65% della spesa, in quanto si evita il meccanismo della detrazione, che si estende per dieci anni (detrazione di un decimo di quanto spettante in ciascuna dichiarazione dei redditi). E’ davvero un’opportunità da cogliere, pensata certamente per dare nuova linfa al mercato edile, ma anche per dare un po’ di sollievo al contribuente. 

Ma state attenti: alcune imprese cercano di approfittarsi della situazione, e di base aumentano le loro tariffe, gonfiando i preventivi. Per questo motivo lo studio, l’analisi e la comparazione dei preventivi rimane un’attività essenziale anche in questo caso.

 

I requisiti per la cessione del credito

In questo paragrafo ricapitoliamo i criteri che è necessario possedere per poter usufruire di questa particolare forma di sconto, garantito sì ma anche immediato, oltre che davvero sostanzioso.

I criteri sono i seguenti:

 

  • Gli interventi devono essere finalizzati alla riqualificazione energetica, ovvero devono determinare un avanzamento di classe energetica dell’immobile. Fanno parte della categoria interventi come la sostituzione del tetto con uno di tipologia ventilata, l’installazione di impianti a forte resa (es. a pompa di calore), la modifica radicale dei rivestimenti esterni, la sostituzione dei serramenti con modelli a bassa trasmittanza e così via.

 

  • L’impresa edile deve essere d’accordo con la cessione del credito. La misura, infatti, non è vincolante per l’impresa edile, anche perché le impone un certo sforzo, ovvero la costringe a posticipare il guadagno. 

 

A quest’ultimo proposito, va specificato che nulla vieta all’impresa di imporre un aumento dei prezzi a fronte della possibilità di cedere il credito. Dunque, fate molta attenzione a questa dinamica.

Per il resto, si tratta di una opportunità da cogliere, anche perché la agevolazione fiscale pura e semplice, pur generando benefici concreti, agisce in un arco di tempo molto lungo (dieci anni, appunto).

 

 

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